Spiegazioni in merito al Tantra

DEVI-PUJA

L’adorazione della Devi

Il festival universale

         Non c’è nessun altro festival all’infuori del Dasara ( festival ) che venga celebrato annualmente per dieci giorni con un entusiasmo ed una grandiosità insuperabili, con sentimento e richiamo religioso, con l’esibizione delle abilità degli artigiani della nazione e la creazione estetica presentata nella forma di produzioni artistiche e di designs artistici che adornano i templi dell’India, i Matt,     le case, a migliaia e milioni. In ogni parte del subcontinente ( Indiano ), in questa antica terra di Bharata Varsha, da Kanyakumari fino a Himachal, da Kamarup fino a Dwaraka, numerosi gruppi di Hindù, qualunque sia la loro differenza di casta, di credo o stato sociale, condividono la gioia di questo giubileo dell’intero paese. Offrono la loro adorazione ( venerazione ) in accordo con le proprie pratiche famigliari o ( in base ) alle tradizioni della comunità, e così mantengono la tradizione veneranda di posare le loro offerte presso l’altare della Madre Divina, in un tempio, in un Matt o in un Mandir, nelle proprie case, dove un luogo sacro e santificato è riservato per lo scopo,    o in qualsiasi altro modo in ossequio ai suggerimenti dei loro cuori.         

        Tutti sono d’accordo ( sul fatto ) che sia la Madre Divina a cui rendono il loro omaggio e donano se stessi a Lei, invocano le Sue benedizioni affinchè ( possano ) riversarsi sui Suoi figli.Per lo Shivaita, Lei è Shiva-Shakti, la consorte di Shiva o  l’ ardhanga, la metà inseparabile, dello stesso corpo del grande dio, Mahadeva. Per il Vaishnava, Lei è Sri, l’eterno Splendore stabile nel cuore di Vishnu, l’Essere Supremo che mantiene la manifestazione di questa esistenza cosmica. Per lo Shakta completamente sbocciato, Lei è la grande Dea, la Madre di tutta la creazione, di tutti gli dei e dei loro mondi, che crea, preserva e dissolve, che costituisce e dirige tutte le attività dell’Universo. Lei  vela la Sua stessa verità- la Verità Assoluta al di là – dalla visione delle Sue creature, divinità, così come degli uomini, ed anche attraverso la Sua stessa Grazia svela Sé stessa,  la Sua Verità trascendentale, alla loro visione ed esperienza per ( il raggiungimento della ) beatitudine finale, per passare attraverso l’Ignoranza, per ( il raggiungimento della ) vita liberata ed illuminata o per il loro assorbimento nella Sua stessa Beatitudine e nel Suo Essere Assoluto.                       

         I Suoi nomi sono molti, poiché molti sono i Suoi aspetti, molte le Sue funzioni e parti cosmiche. Ma un Nome, attraverso cui l’India L’ha riconosciuta ed adorata per innumerevoli secoli è Durga- la Dea che è difficile avvicinare con il pensiero-visionario totale, con la ricerca devota e con gli sforzi yoghici dell’uomo.   

          Lei è la Devi che Arjuna ( seguendo ) l’ingiunzione di Sri Krishna, adora alla vigilia della guerra del Mahabharata, e riceve da Lei le benedizioni ed il dono della vittoria, – confermati dalla promessa del Signore, – come è menzionato nel Bhisma-Parva della grande epica.

          Essendo trascorso molto tempo ( dall’epoca in questione ), è difficile fissare il periodo esatto in cui la Durga-Puja, l’adorazione della Madre Divina, inizia ad essere celebrata per le prime nove notti, navaratra, o dieci, dasara, del mese lunare degli Ashwin. Ma c’è la tradizione che Arjuna riprese il suo gandiva ed altre armi che giacevano dormienti durante la vita in incognito dei Pandava, nel decimo giorno, dasami, degli Ashwin, all’avvio di Sharat, la stagione autunnale  che, con il suo procedere, fu testimone della grande battaglia di Kurukshetra. Quindi, il decimo giorno che completa il Festival Navaratra nel nostro tempo viene chiamato Vijayadasami, Vijaya che è un epiteto di Arjuna, il vittorioso.

T. K. Kapali Sastry

OPERE COMPLETE – Volume 1 – Il Libro delle Luci-I

PUBLICAZIONI DIPTI – Sri Aurobindo Ashram – Pondicherry – India